Contro il killer dei fichi, in campo l’Università di Pisa

Il progetto NEWTON, finanziato dalla Regione Toscana attraverso un assegno di ricerca assegnato alla Dr.ssa Linda Abenaim con il tutoraggio della Prof.ssa Barbara Conti del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’ateneo pisano, e realizzato in collaborazione con l’Associazione dei Produttori del Fico Secco di Carmignano (APFSC) è stato avviato con l’obiettivo di individuare strategie di controllo efficaci e sostenibili contro Aclees taiwanensis, un coleottero curculionide invasivo segnalato per la prima volta in Italia nel 2005, a Pistoia. La specie attacca piante del genere Ficus ed è particolarmente dannoso per il fico comune (Ficus carica). Le attività si sono concentrate principalmente sull’identificazione di composti volatili (VOCs) attrattivi per gli adulti e sulla valutazione di un ammendante contenente batteri entomopatogeni; parallelamente, è stata inoltre selezionata una specie di nematode entomopatogeno (Heterorhabditis bacteriophora) efficace contro larve e adulti e una varietà di fico meno suscettibile all’attacco (“Madelaine des deux saisons”).

Relativamente ai VOC, sono state individuate diverse sostanze attrattive per maschi e femmine, tra cui sulcatone, 2-etil esanale, β-cariofillene, limonene e linalool oxide. Questo risultato rappresenta un avanzamento significativo nello studio dell’ecologia chimica della specie e apre prospettive per lo sviluppo di sistemi di monitoraggio e strategie “attract-and-kill”. Le prove in campo, condotte in collaborazione con l’APFSC, hanno permesso di validare le ipotesi di laboratorio: il prodotto ammendante AG-Life, pur non mostrando tossicità diretta sul fitofago, ha evidenziato effetti positivi sulla vigoria delle piante e sulla produzione, suggerendo un possibile ruolo nel rafforzare la resilienza della coltura riducendo la suscettibilità all’attacco. Nel complesso, pur non avendo ancora individuato una soluzione definitiva per il contenimento del punteruolo nero del fico, il progetto NEWTON ha prodotto risultati scientificamente solidi, ha ampliato in modo sostanziale le conoscenze sulla specie e ha posto le basi per ulteriori sviluppi di ricerca applicata nel controllo sostenibile di altre specie di insetti xilofagi di interesse agrario.