Il vitigno Aleatico

  • - Cenni storici e origini
  • - Caratteristiche ampelografiche
  • - Caratteristiche agronomiche
  • - Utilizzazione

 

 

1.1. Cenni storici e origini

La presenza del vitigno "Aleatico" in Toscana è documentata fin dal 1300, quando assumeva secondo il De Crescenzi (1471) il nome di "Livatica" dal quale sarebbero derivati i sinonimi di "Liatico"  (Micheli 1679-1737) e "Liatica".  Sulle origini di questo vitigno esistono due diverse opinioni, il Trinci (1738) ritiene che sia giunto in Italia dalla Grecia prima del 1700', mentre il Gallesio (1839) ipotizza che la "Liatica" si sia originata per seme dai moscati.  La prima ipotesi sarebbe coerente con quanto riportato da Logothesis (1965), il quale cita l'esistenza di un "Liatico di Creta", mentre la fama di questo vitigno e del vino che se ne ottiene era già nota nel XVI° secolo. Infatti,  Francesco Redi decanta nel "Bacco in Toscana" il vino di Montepulciano con la celebre espressione "d'ogni vino è il re". Il pittore mediceo Bartolomeo del Bimbo detto "il Bimbi", dipinse in uno dei  suoi quadri nel XVII° secolo un vitigno a bacca rossa dal nome "Liatico della Villa de' Biadori"  (Basso, 1982).  Il  Mariti (1797) ritenne l'"Aleatico rosso" uno dei migliori vitigni per le Colline Pisane, mentre il Sismondi (1801) lo  annoverava tra i vitigni della Val di Nievole: "uva moscato rossa, fondente, molto florida, di forma un po' ovale ed aguzza in punta, di media grossezza, col grappolo floscio, la foglia un pò incisa e quasi palmata come quella dei moscati, d'un colore verde nerastro. Quest'uva eccellente dà il nome ai tre migliori vini di della Lucchesia,  di Monte Catino e di Monte Pulciano". La  breve descrizione del Sismondi, tuttavia,  non  sembra corrispondere all'"Aleatico" attuale, mentre, Di Rovasenda (1877) riferisce dell'esistenza in provincia di Lucca di un "Aleatico ciliegino" detto anche "Occhio di Pernice".

Altri autori hanno decantato le buone caratteristiche del vitigno "Aleatico", tra cui Malenotti (1831), Molon (1906) e De Astis (1937). Nella descrizione ampelografica effettuata da Breviglieri e Casini  (1960) vengono riportati una serie di sinonimi, tra i quali i più importanti risultano "Aleatico di Portoferraio", "Uva Liatica", "Leatico", "Aliatico", "Aleatica", "Aleatico nero di Firenze" e "Aleatico gentile".

La presenza di questo vitigno è segnalata anche nelle isole del mar Tirreno ed in particolare in Corsica dove era tradizionalmente utilizzato per la preparazione del  "Rappu", un vino alcolico e di notevole struttura, utilizzato come aperitivo  (Dovaz e al., 1990).

 

1.2. Diffusione e utilizzazione

Questa varietà è presente in modesta quantità in diversi ambienti tirrenici, anche se 'invecchiamento degli impianti e l'abbandono della coltivazione dei vigneti nelle zone più svantaggiate ne hanno determinato una notevole contrazione.

Attualmente in Italia esistono otto denominazioni d'origine a base di Aleatico, prodotte in varie tipologie.  Si tratta delle DOC "Elba", "Aleatico di Gradoli", "Aleatico di Puglia", "Gioia del Colle", "Salice talentino", "Orvieto", "Val di Cornia"e "Sovana" .

In Toscana può entrare a far parte delle DOC "Bolgheri" rosato, "Elba" rosso, "Vinsanto Occhio di Pernice" dell'Elba, "Monteregio di Massa Marittima" rosso, "Parrina" rosso e rosato.

Può inoltre essere utilizzato nelle IGT  "Maremma toscana" rosso e rosato e "Toscano" rosso e rosato (solo per le province di Livorno, Grosseto e Lucca). A partire da Luglio 2003, tale possibilità è stata ampliata a tutte le province toscane, in conseguenza della estensione su scala regionale degli elenchi provinciali dei vitigni ammessi alla coltivazione.

In Toscana (Istat, 2000) la superficie occupata da questo vitigno è di ha 63,6, di cui ha 42,5 entrano a far parte di vini DOC (anche come varietà complementare) e ha 21,1 sono destinati a vini da tavola. A livello provinciale le maggiori superfici si registrano in provincia di Livorno con 17,8 ha (localizzati in gran parte all'Elba) ed in provincia di Grosseto con 12,5 ha.

La produzione vivaistica dell'Aleatico è complessivamente limitata, a causa della carenza di cloni omologati in Italia e della scarsa superficie viticola occupata da questo vitigno, anche se il rinnovato interesse di questi ultimi anni ha portato ad un sensibile aumento. 

Ciò è dovuto alla crescente attenzione da parte dei consumatori per i vini da dessert e da meditazione; di conseguenza è ripreso anche l'interesse dei viticoltori ad eseguire nuovi impianti per produrre l'"Aleatico" da cui si ottiene, come vuole la tradizione, un passito di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei nei primi anni e sfumature ambrate dopo alcuni anni di affinamento in bottiglia, profumi caratteristici, decisi e molto persistenti, con un netto sentore di sottobosco, rosa e amarena. Al gusto, è un vino tipicamente morbido e vellutato, che a seguito di una sensazione dolce iniziale lascia una persistente nota di amarene, confettura e frutta secca.

In generale quindi su questo vitigno esistono sia divergenze sull'origine, sia un'ampia variabilità delle caratteristiche morfologiche, mentre tutti concordano sulla presenza del caratteristico aroma di "moscato". Nonostante la presenza di questa ampia variabilità il lavoro di selezione clonale non ha ancora permesso in Italia di ottenere cloni omologati per la precarietà dello stato sanitario di questo vitigno, soprattutto per l'esistenza di agenti virali e similvirali, in zone circoscritte come quelle dell'Isola d'Elba (Triolo e al., 2001; Triolo, 2002). Va, invece, segnalata l'esistenza di 8 cloni sani reperiti in Corsica (Bagard e al., 1995; ENTAV, INRA, ENSAM, ONIVINS, 1995), le cui caratteristiche morfologiche, agronomiche e qualitative non sono ancora state rese  note.

E' durante un lavoro di selezione clonale condotto in alcune province della Toscana che sono stati reperiti 5 presunti cloni, aventi caratteristiche morfologiche distintive (Scalabrelli e al., 2002). Grazie al supporto dell'Associazione Viticoltori dell'Isola d'Elba, è stato costituito un vigneto sperimentale all'Isola d'Elba, nel quale sono stati piantati i presunti cloni meritevoli di ulteriore valutazione, con l'obiettivo di giungere all'omologazione di cloni di "Aleatico", indispensabili per ottenere barbatelle certificate da utilizzare nei nuovi impianti.  Questo materiale ha offerto l'opportunità di eseguire una serie di confronti ampelografici e biomolecolari  con biotipi di "Aleatico" reperiti in altre zone e con accessioni aventi aroma di Moscato aventi diversa provenienza. In definitiva quindi si è inteso accertare la corrispondenza genetica dei biotipi di "Aleatico"  in selezione in Toscana  e dei cloni di "Aleatico" di Corsica e verificare l'ipotesi che l'"Aleatico" derivi dai Moscati.

 

1.3. Bibliografia

Bagard A., Salva G., Raoulx-Pantalacci N., Vallee D., Borde L., Lavergne C., Serpentini M.J., Alberini M., 1995 - Caracteristiques generale et aptitudes des cepages corses. CIVAM de la region Corse.

Basso M., 1982 - Agrumi, frutta e uve nella Firenze di Bartolomeo Bimbi pittore mediceo. Uve, 138-157.

Breviglieri N.,  Casini E., 1960 - "Aleatico". Supplemento agli Annali della Sperimentazione agraria, Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, Commissione per lo studio ampelografico dei principali vitigni ad uve da vino coltivati in Italia. Roma 1960 n.s., Vol. 14 n. 4.

Botta R., Akkak, A., Schneider A.,  1999 - Caratterizzazione di moscati in collezione a Canelli mediante marcatori molecolari: analisi di sinonimie, omonimie e relazioni di parentela. Quaderni della Scuola si Specializzazione in Scienze Viticole ed Enologiche, Vol. 23: 33-44.

Crespan M., Milani N., 2001 - The muscats: a molecular analysis of synonyms, homonyms and genetic relationships within a large family of grapevine cultivars. Vitis, 40: 23-30.

De Astis G., 1937 - Rassegna e revisione dei vitigni coltivati in Toscana. Progresso Vinicolo di Firenze, XV. Firenze.

De Crescenzi P., 1471 (1805)- Ruralium commodorum. Lib. XII.

Di Rovasenda G., 1877- Saggio di una ampelografia universale. Tipografia Subalpina di Stefano Marino, Torino.

Dovaz M., Lecouty C., Martini M., Spurrier S., 1990 - Enciclopedie des vins de Corse. Éditions de Fallois, 1990.

Gallesio C., 1939 - Pomona italiana, ossia trattato degli alberi fruttiferi. N. Capurro, Pisa, 1817-1839.

ENTAV, INRA, ENSAM, ONIVINS, 1995 - Catalogue de variétés et clones de vigne cultivé en France. ENTAV: 345

Lefort S., Anzi dei M., Roubelakis-Angelakis M.A., Vendramin, G., 1999 - Microsatellite profiling of the greek muscat cultivars with nuclear and chloroplast SSRS markers. Quaderni della Scuola di Specializzazione in Scienze Viticole ed Enologiche, Vol. 23: 57-82.

Logothesis B., 1965 - Le Malvasie. Atti Acc. Vite e Vino: XVII.

Malenotti I., 1831 - Manuale del vignaiuolo toscano, Colle Tip. Pacini e figli.

Mariti G., 1797 - Odeporico o sia itinerario per le Colline pisane. A spese di Gioacchino Pagani, Firenze.

Micheli P.A., 1679-1737 - Monoscritti.

Molon G., 1906 - Ampelografia, Hoepli, Milano.

Mulchay, D.L., Sansavini, S., Douglas, G.C., Linskens, H.F., Bergamini-Mulchay, H.F., Vignani, R., Rhode, W., Pancaldi, M., 1993. The use of random amplified polimorphic DNAs to fingerprint apple genotypes. Sci. Hort., 54: 89-96.

O.I.V., IBPGR, UPOV, 1983 - Code de caractéres descriptif des varietés et espèces de Vitis. Office International de la Vigne et du Vin, Paris.

Redi F. - 1883 - Bacco in Toscana (XVII secolo); da Poesie. Barbera, Firenze.

Scalabrelli G., Loreti F., Ferroni G., Vignani R., Scali M., Cresti M., 2002a - Stato attuale delle ricerche sulla selezione clonale dell'Aleatico: aspetti agronomici e genetico-molecolari.  Atti Convegno Le Strade del Vino e le Vie del Mare, Elba (LI) 8-9 dicembre 2001: pagg.14-27.

Scalabrelli G., Loreti F., Ferroni G., 2002b - La selezione clonale dell'"Aleatico" dell'Elba: aspetti agronomici ed ampelografici. Atti del convegno "Miglioramento qualitativo delle produzioni vitivinicole e del materiale di propagazione", Siena, 30 maggio 2002. ARSIA, Firenze: 49-59 (In corso di stampa).

Schneider A., Botta, R., Akkak A., 1999 - Caratterizzazione ampelografica di moscati in osservazione nella collezione Bosca di Canelli: gruppi varietali, presunti sinonimi ed omonimi. Quaderni della Scuola si Specializzazione in Scienze Viticole ed Enologiche, Vol. 23: 23-32.

Sismondi J., 1801 - Tableu de l'agricolture toscane. Genéve, J.J: Paschoud libraire.

Trinci C., 1738 - L'Agricoltore sperimentato, Marescandoli, Lucca.

Triolo E., Loreti F., Scalabrelli G., Materazzi A., 2001 - Il rinnovamento dei vigneti nella DOC "Aleatico" dell'Elba: problemi emersi nell'ambito del lavoro di selezione clonale. Tornata A.I.V.V. a Bolgheri e Costa degli Etruschi, 24- 25/10/2001 (atti in corso di stampa).

Triolo E., 2002 - Selezione sanitaria dell'"Aleatico": un contributo per la valorizzazione della viticoltura dell'Isola d'Elba. Atti Convegno Le Strade del Vino e le Vie del Mare, Elba (LI) 8-9 dicembre 2001: pagg. 10-13.

Vignani R., Scali M., Masi E., Cresti M., 2002 - Genomic variability among Vitis vinifera L. 'Sangiovese' assessed by microsatellite and non-radioactive AFLP test. EJB Electronic Journal of Biotechnology disponibile on-line all'indirizzo: www.ejb.org nel numero del 15 Aprile 2002.

 

1.4. Caratteristiche ampelografiche  ed agronomiche

Germoglio 10-20cm

- Apice di forma espansa, colore verde giallastro soffuso di ramato, lanuginoso. 

Foglia

- Media, di  forma pentagonale trilobata o quinquelobata.

- Seno peziolare a bordi sovrapposti, seni laterali superiori a V stretti  con bordi sovrapposti , seni inferiori  a V stretti quando presenti.

- Lembo piano leggermente bolloso con lobi piani

Grappolo

- Medio, allungato con un'ala, generalmente compatto.

Acino

- Medio, sferoidale, buccia di medio spessore, di colore blu, molto pruinosa.

Fenologia

- Germogliamento:medio precoce.

- Fioritura media.

- Maturazione: media,  all'Isola d'Elba e nel litorale tra l'inizio e la prima quindicina di settembre.

Aspetti vegeto-produttivi

- Vigoria: Media

- Portamento : Semi eretto,

- Fertilità delle gemme: media

- Potatura: si adatta a potatura  corta

- Lunghezza degli internodi: media

Suscettibilità ad avversità e fitopatie

- ha tolleranza media alle principali fitopatie,

- a volte è soggetto al fenomeno dell'acinellatura.

Attitudini colturali

-  predilige terreni collinari sciolti con una buona esposizione e clima caldo.

Attitudini enologiche

- Viene  utilizzato principalmente per la vinificazione  dopo un periodo di appassimento

Cloni omologati in Italia:  Al-Pa 1 (2006);

Presunti cloni di prossima omologazione : Ale 102, Ale 119 (selezionati all'isola d'Elba)